In Calabria sono sospese tutte le attività scolastiche di ogni ordine e grado, con ricorso alla didattica a distanza, dal 16 al 28 novembre. Lo prevede l’ ordinanza firmata dal presidente facente funzioni della Giunta regionale, Nino Spirlì. «Non è stata una decisione facile, ma il momento è drammatico e le famiglie calabresi devono essere tutelate», spiega.

I MOTIVI

Il provvedimento firmato oggi da Spirlì prende atto dell’aumento nei valori degli indicatori di allerta. In particolare, «il valore in aumento della variabile “nuovi casi confermati negli ultimi 14 giorni per 100.000 abitanti” sebbene è il più basso fra tutte le regioni, è 15 volte più grande, rispetto al valore registrato nel periodo di settembre. Questa crescita può ragionevolmente considerarsi in stretta correlazione con la ripresa delle attività scolastiche di ogni ordine e grado nei singoli territori regionali».

LA RICHIESTA DELLE ASL

Nella riunione tecnica dello scorso 13 novembre con i direttori dei dipartimenti di Prevenzione delle Aziende sanitarie provinciali, «è stata rappresentata, da questi – si spiega nell’ordinanza -, la problematica connessa ai numerosi contagi di studenti e operatori scolastici, che rischia di determinare un continuo aumento della diffusione epidemica, atteso che le scuole, soprattutto quelle dell’infanzia e primarie, rappresentano un luogo di aggregazione in cui il rispetto del distanziamento interpersonale è complicato e la possibilità di trasmissione del contagio di origine domiciliare è amplificata». Inoltre, in numerosi ambiti territoriali, «i sindaci – soprattutto dei capoluoghi di provincia – hanno, con propri provvedimenti, disposto la sospensione delle attività didattiche in presenza, di ogni ordine e grado; Anche studi scientifici internazionali «evidenziano come la sospensione delle attività scolastiche possa nel medio periodo ridurre tra il 15 ed il 24% la capacità di riproduzione del virus».

L’ORDINANZA

E’ disposta su tutto il territorio regionale «la sospensione in presenza, di tutte le attività scolastiche di ogni ordine e grado, con ricorso alla didattica a distanza, rimettendo in capo alle autorità scolastiche la rimodulazione delle stesse». Resta consentita, sulla base delle singole organizzazioni, per gli studenti con disabilità, «la didattica digitale integrata presso gli istituti scolastici, alla presenza dei rispettivi insegnanti di sostegno». Nel provvedimento si ribadisce «che gli spostamenti delle persone fisiche devono essere limitati esclusivamente a quanto previsto nel Dpcm 3 novembre 2020». Nella stessa ordinanza viene disposto lo screening gratuito, mediante tampone rapido antigenico, ai genitori degli alunni che frequentano la scuola primaria e la scuola dell’infanzia, da effettuarsi a cura della Aziende sanitarie provinciali, secondo le indicazioni e le priorità fornite dall’Unità di crisi regionale ai dipartimenti di Prevenzione e con il coinvolgimento dell’Ufficio scolastico regionale.

 SPIRLÌ: «BISOGNA COLLABORARE ED AVERE PAZIENZA»

«Non è stata una decisione facile, perché fermare la didattica in presenza – afferma Spirlì – significa privare i bambini, gli adolescenti e i giovani di un diritto garantito dalla Costituzione e da tutte le leggi in materia. Tuttavia – pur ritenendo le scuole luoghi che, tra tanti pericoli, garantiscono comunque un certo grado di sicurezza -, non possiamo non tenere conto del carattere sempre più invadente del Covid-19». «Le scuole, come tutti gli altri edifici pubblici – spiega ancora il presidente -, sono “abitate” da esseri umani, i quali – molto spesso e loro malgrado – sono trasportatori silenziosi di questo pericolosissimo virus. Le famiglie, in questo momento drammatico, devono essere tutelate, soprattutto in ambito sanitario. Per cui chiedo a tutti collaborazione e pazienza: solo così potremo uscire, tutti insieme, da questo tunnel».

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